La Storia di Milazzo

civiltà e leggende

Milazzo

Ellenizzata dai greci di Zancle (Messina), Milazzo fu abitata già prima a partire dal 4000 a.C. (età neolitica). Mylae si rese indipendente da Zancle sino al 550 a.C.
Nel 427 a.C., fu assediata dall’ateniese Lachete. Dopo successive e numerose vicende che la videro contesa, la città fu sottratta ai Mamertini, nel 270 a.C., dal siracusano Gerone II uscito vittorioso da una difficile battaglia combattuta nei “Campi Milesi”.
Nel 260 a.C. le acque di Mylae divennero nuovamente teatro di battaglie, con lo scoppio della prima guerra punica, in cui si verificò il trionfo navale di Caio Duilio sull’armata dei Cartaginesi di Annibale Barca. Ciò permise l’affermarsi dell’egemonia romana sul mare.
Nel 36 a.C. avvenne un’ulteriore battaglia decisiva, tra l’Imperatore Ottaviano e Sesto Pompeo. La città divenne importante base navale, tanto che l’Imperatore romano concesse il riconoscimento civico con l’aquila e con il motto “Aquila mari imposita – Sexto Pompeo superato”. Sotto il dominio dei Bizantini, Milazzo fu una tra le prime sedi vescovili della Sicilia.

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Un pò di Storia

Dalla Dominazione musulmana ai Reali di Spagna.

Con la sua espugnazione avvenuta nell’843 da parte di Fadhl Ibn Giafar, iniziò la dominazione musulmana. Durante questo periodo fu messa a capo di una nuova circoscrizione territoriale denominata “Tallo di Milazzo” e divenne un florido centro agricolo e commerciale. È di questo periodo la costruzione della grande torre del maschio, indicata come “saracena” e l’introduzione della pesca del tonno che si svilupperà nei secoli successivi con tecniche più moderne. Nell’888 un’incursione navale da parte dei Bizantini si concluse in modo fallimentare. Nel 1101 fu occupata da Ruggero d’Altavilla o Il Normanno, fu incorporata nel demanio regio e vide il potenziamento dell’importante Castello da parte di Federico II di Svevia e di Alfonso d’Aragona, inserito fra i “castra exenta” sotto la diretta giurisdizione reale. L’antico “Vallo” assunse la denominazione di “Comarca di Milazzo” con una potestà riservata ai magistrati civici, militari e giudiziari che durò sino al XVIII secolo. Nell’agosto 1268, al comando di Guido Baccio da Pisa, quaranta galee sbarcarono a Milazzo i partigiani di Corradino di Svevia. Sconfitti gli angioini, la città e il castello furono tenuti dai fedeli di Corradino sino alla disfatta di Tagliacozzo. Nellaguerra del Vespro del 1282 Milazzo venne alternativamente occupata dai due sovrani contendenti Carlo d’Angiò e Pietro d’Aragona. Negli ultimi mesi del 1295 si tenne l’Assise del Real Parlamento di Sicilia convocato da Federico III d’Aragona, per valutare il tradimento del fratello Giacomo che si era impegnato a cedere, dopo averne cacciato il fratello, l’intera isola a Carlo d’Angiò. Accresciuta d’importanza e nuovamente potenziata da imponenti fortificazioni per opera degli spagnoli, fu più volte sede dei Viceré e dei Luogotenenti di Sicilia. Ebbe numerosi privilegi civili, militari ed economici grazie ai monarchi spagnoli, ma già avuti in precedenza da Federico di Svevia, Federico e Giacomo d’Aragona, Martino II ed Alfonso V. 

Dall’età cinquecentesca all’unità d’Italia.

Nel 1523 il Viceré Ettore Pignatelli vi soffocò la congiura contro la corona di Spagna promossa dai fratelli Imperatore; nel 1539 vi ritrovò rifugio il viceré Ferdinando Gonzaga dalla rivolta popolare di Messina. Vanamente assalita nel luglio 1544 dall’armata barbaresca di Hajreddin Barbarossa, nell’agosto 1571 fu scelta da Don Giovanni d’Austria quale centro di raduno e d’imbarco del contingente siculo-spagnolo aggregato all’armata cristiana alla fonda a Messina e prossima a conseguire la gloria di Lepanto. Nella guerra franco-spagnola seguita alla Rivolta antispagnola di Messina (1674-1678), Milazzo ospitò le massime autorità del Regno di Sicilia e tenne, per tutto quel periodo, il ruolo di capitale amministrativa dell’isola. Gli ultimi guizzi del dominio spagnolo si esaurirono nel 1713 quando, la sovranità della Sicilia passò a Vittorio Amedeo II di Savoia. Nel 1718-1719 si esaurì nel duro e vano assedio di Milazzo – difesa degli austro-piemontesi – il piano del Viceré spagnolo Marchese di Lede di riconquistare la Sicilia. Durante tale assedio gravi furono i danneggiamenti o le distruzioni del patrimonio storico e monumentale della città. Nelle guerre napoleoniche gli Inglesi la fecero loro piazza d’armi, e base del sistema difensivo ed offensivo britannico nell’isola. Nei moti risorgimentali del 1848 Milazzo, fu al centro degli epici avvenimenti legati all’assedio e all’eroica difesa di Messina. Il 20 luglio 1860 Garibaldi, coronando con la cruenta battaglia campale vinta sui borbonici, pose i presupposti per la liberazione di tutta l’Italia meridionale e per il compimento dell’Unità Nazionale. Con l’avvento del Regno d’Italia, la città perse la sua importanza strategica – militare ed il Castello nel 1880, su ordine nazionale, venne declassato da piazzaforte reale a carcere giudiziario. 

Duomo nuovo e altre Chiese.

Il Duomo Nuovo è intitolato a Santo Stefano Protomartire. L’edificio, a tre navate, fu costruito su progetto dell’architetto Francesco Valenti, a partire dal 1937 ed inaugurato al culto nel 1951. Altre chiese di grande interesse si trovano lungo il borgo antico, la zona marinara di Vaccarella e lungo le strade del centro. Al borgo antico (Città Spagnola) vi sono la Chiesa di San Rocco (1575), la Chiesa dell’Immacolata Concezione (1640), la Chiesa di San Salvatore (1616), la Chiesa della Madonna del Rosario (eretta nel XVI secolo, e sede del Tribunale dell’Inquisizione fino al 1782), la Chiesa di San Giuseppe (1565), e per finire il Santuario di San Francesco di Paola. Questo è l’unico santuario del santo presente in Sicilia, ed è stato costruito, tra il 1464 e il 1467, per suo volere durante il soggiorno in città, dove operò numerosi miracoli. Proseguendo verso Capo Milazzo troviamo, oltre alle Chiese della SS. Trinità ed alla Chiesa dell’Addolorata (1810-1813), il Santuario di Sant’Antonio. Situato nella parte finale del promontorio, è un vero e proprio rifugio rupestre, dove il santo trovò riparo dopo essere naufragato sulle coste nel gennaio 1221; trasformato in luogo di culto (1232), successivamente al 1575 assunse l’aspetto giunto fino a noi. Nel quartiere di Vaccarella è possibile ammirare la Chiesa di Santa Maria Maggiore, edificata tra il 1610 e il 1621. Dal punto di vista storico, è legata all’epopea dei Mille per il riposo da campo che Giuseppe Garibaldi si concesse nella notte tra il 20 ed il 21 luglio 1860, al termine della battaglia contro le forze borboniche. Sono presenti anche la Chiesa di San Giacomo (1434), la Chiesa del Carmine (1574-1577) e la piccola Chiesetta di Santa Caterina d’Alessandria (eretta in epoca bizantina, presente nell’attuale “Quartiere Bizantino”). Nella zona prospiciente al litorale di ponente, nella “Parrocchia del SS. Crocifisso” sorge la Chiesa di San Papino martire (Παππίου-Pappio) (IV secolo) dove secondo la tradizione nel 580 d.C. circa arrivarono alcune reliquie dalla lontana Armenia Maggiore. In periferia, nella frazione di Santa Maria delle Grazie, è da segnalare la chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie, il cui culto risale al ‘500 quando sul luogo furono segnalate alcune apparizioni della Vergine col Bambino. Inoltre a Santa Marina di Milazzo si trova la Chiesa di Santa Marina Vergine edificata in epoca normanna intorno al sec. XII, e successivamente riedificata nel 1646. Inoltre, vi sono presenti, oltre a quelle già elencate, un alto numero di chiese, molte delle quali erette in tempi più recenti e di minore importanza, come la chiesa dedicata al “Sacro Cuore” di Gesù. 

Palazzi e monumenti.

Numerosi sono i palazzi delle antiche famiglie milazzesi: tra questi il Palazzo D’Amico, il Palazzo Proto e la Villa Vaccarino in stile liberty. Altro palazzo di notevole interesse è quello municipale, sito in via Francesco Crispi. Notevoli anche le numerose ville padronali della Piana, dove si trovano le frazioni agricole di San Pietro, Santa Marina (le due più popolose, abitate da circa 2000 persone ciascuna), e poi Scaccia, San Marco, Parco, Grazia, Fiumarella ed Olivarella(quest’ultima condivisa con il Comune di San Filippo del Mela). Fra tali ville, ricordiamo la Villa Bevacqua e la Villa Cumbo, a S. Marina, e l’antica Chiesetta degli Spadafora, a S. Pietro. Tra i monumenti più celebri troviamo quello dei Caduti Milazzesi per la Patria (situata in Piazza Roma ed eretta nel 1924); la mitica e antica Fonte del Mela (situata di fronte alla Chiesa del Carmine); la Statua della Libertà, costruita in onore di Garibaldi; la Statua di Luigi Rizzo; il monumento Ponte di Milazzo, eretto per ricordare la celebre battaglia del 20 luglio 1860, e il grande mosaico pavimentale che raffigura lo stemma comunale, situato nell’Atrio del Carmine. 

Musei.

Oltre ad essere stato luogo di ritrovamento di numerosi reperti presenti al Museo Archeologico Regionale di Siracusa, la città possiede tre musei. 

Antiquarium Archeologico “Domenico Ryolo”.

L’edificio che ospita il museo (una costruzione bianca con un elegante prospetto a sviluppo orizzontale) è un ex carcere femminile borbonico realizzato nel 1816 con i caratteri tipici delle costruzioni militari dell’epoca. La collezione espone reperti rinvenuti durante le ricerche nelle aree della necropoli. Tra i vari oggetti, spiccano barchette e rematori fittili della seconda metà del III secolo a.C., pezzi unici usati, pare, per il trasporto delle anime e, inoltre, corredi funerari risalenti a un periodo compreso tra fine del V al III secolo a.C. 

Museo della Tonnara e del mare.

Il Museo della Tonnara del Tono ospita due sezioni: Il settore Museo della Tonnara con fotografie, testi, oggetti ed attrezzature varie, e con l’integrazione di disegni schematici ed esecutivi e schede didattiche, con imbarcazioni tuttora esistenti integrate da piccoli modelli lignei di quelle scomparse, con ancore ed attrezzature impiegate nella pesca e nella lavorazione e trasformazione del pescato; Il settore Attività marinare: sezione con mappe, carte nautiche e di rilievo, disegni, elaborati progettuali, strumentazione nautica (bussole, sestanti). Aperta anche ai contributi delle varie associazioni ed esposizione dei reperti di archeologia subacquea. I magazzini conservano intatto il fascino delle notevoli stratificazioni delle murature succedutesi nelle diverse epoche; la loro trasformazione, avvenuta più che altro in altezza, è oggi facilmente leggibile in più punti del fronte a mare. Occupano circa 1.000 metri quadrati e presentano ingressi sia sul fronte strada che sul lato mare, attraverso cui, un tempo, venivano introdotte e conservate le imbarcazioni usate per la pesca del tonno. 

Teatro.

Il teatro di Milazzo venne costruito dall’imprenditore, milazzese d’adozione, Stefano Trifiletti. Progettato dall’ingegnere Letterio Savoja, il “Trifiletti” venne dotato di impianti tecnologici, una scuola di ballo e di una sala concerto. Acquisito nel 1986 dal Comune di Milazzo e riconosciuto di pregio storico-architettonico, nel 2010 è ritornato al suo antico splendore grazie ai lavori di restauro conservativi.

Leggende e Santi

La Leggenda di Elena Baele

A Milazzo si racconta ancora la storia di Elena Baele, una ragazza di nobile casato che si innamorò perdutamente del figlio di uno dei contadini che lavoravano x suo padre. Quando quest’ultimo se ne accorse, decise di porre fine a quella storia licenziando la famiglia del contadino, pagando anche na forte somma di denaro. Elena non riusciva a darsi pace e un giorno, in preda alla disperazione, galoppò fino alle Scogliere del Capo (dove si trovava sempre con l’innamorato) e si gettò da una rupe (oggi chiamata “u sauto cabaddu” il salto del cavallo). Si dice che, nelle notti d’estate, la si veda ancora cavalcare nei pressi della scogliera, alla ricerca del suo amato. Ma non è un fantasma che incute timore, anzi, chi lo vede viene semplicemente preso da un enorme commozione.



Sant’Antonio a Milazzo

Dicono che in una delle grotte della Baia del Capo di Milazzo, abbia vissuto in meditazione e preghiera Sant’Antonio da Padova. La festa in suo onore viene celebrata il 13 giugno. La notte tra il 12 e il 13 giugno, i pellegrini giungono a piedi alla grotta x devozione, e in particolare le ragazze nubili x ottenere la grazia di trovare un marito.

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